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Corri La Vita in tutta Italia

Corri la Vita, a Natale regala la solidarietà: con l’acquisto di una maglia sostieni la lotta al tumore al seno

Monica Bellucci testimonial d’eccezione

Una testimonial d’eccezione per una nuova iniziativa di Corri la Vita.

Monica Bellucci indossa una delle 10.000 magliette 2020 regalate al personale medico, paramedico e a tutte le pazienti dei 14 “Centi di Senologia di Qualità” coordinati dal progetto Senonetwork in ben 9 regioni italiane ed esattamente  Bologna, Bolzano, Milano, Misterbianco (CT), Ortona H), Pavia, Pisa, Rimini, Roma, Rozzano (MI), Trieste, Legnano, Verona

“Siamo davvero felici che Monica Bellucci si sia aggiunta ai tantissimi personaggi che nel corso degli anni hanno deciso di sostenere la nostra attività – spiega Bona Frescobaldi, Presidente dell’associazione –. Con questa nostra nuova iniziativa vogliamo mostrare una volta di più la nostra vicinanza alle donne in lotta col tumore al seno e ai professionisti eccezionali che le assistono. Oggi più che mai riteniamo sia importante mantenere alta l’attenzione su un male grave ma curabile, che rischia di passare in secondo piano per l’emergenza Covid 19”.

Fino al 31 dicembre sul sito internet dedicato è possibile sostenere Corri la Vita con una donazione minima di 10 euro per ricevere a casa la maglietta 2020.


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Gaumont Boards Comedy “Fantasies”

Gaumont has come on board “Fantasies,” a sex-themed French comedy headlined by Monica Bellucci (“Spectre”), Carole Bouquet (“For Your Eyes Only”) and Karin Viard (“Famille Belier”).

Directed by David and Stephane Foenkinos, the omnibus film follows six couples and revolves around their intimate lives and fantasies, from role-playing to exhibitionism and abstinence.

Besides Bellucci, Bouquet and Viard, the film stars Suzanne Clément (“Mommy”), Jean-Paul Rouve (“C’est la Vie!”), Joséphine Japy (“Love at Second Sight”), Denis Podalydès (“An Officer and a Spy”), Céline Sallette (“The Returned”), Nicolas Bedos (“Mr & Mrs Adelman”), Ramzy Bedia (“Lost Bullet”), Alice Taglioni (“Claire Darling”), Joséphine de Meaux (“Dheepan”) and William Lebghil (“C’est la Vie!”)

“Fantasies” is in post-production and will be released in France by Gaumont during the second semester of 2021. Gaumont is handling international sales on the movie and will introduce it to buyers at the American Film Market, which kicks off Monday.

“With its glamorous cast, its light-heartedness and well-polished look, ‘Fantasies’ is typically the kind of local film that we think buyers are looking for in this complicated market,” said Alexis Cassanet, the head of international sales at Gaumont.

The movie is produced by Mandarin Production, Eric and Nicolas Altmayer’s well-established company whose track record includes Anne Fontaine’s “The Innocents” and Francois Ozon’s “Summer 85” and “By the Grace of God.”

Stephane Foenkinos is a filmmaker and casting agent, and his brother David is a critically acclaimed novelist. The pair previously teamed up on the 2011 film “La Delicatesse” with Audrey Tautou and François Damiens, and on “Jalouse” with Viard. (c)


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Lo scatto su «Vogue» nel servizio con le creazioni di Dolce & Gabbana

E Monica Bellucci «sfila» dentro la Galleria Romanelli mostrando l’abito-Duomo

Protagonista Monica Bellucci in Dolce & Gabbana Alta Moda su «Vogue Italia»
(foto Sebastian Faena)

Marmi e gessi, statue e busti con una storia centenaria, quella dello studio Galleria Romanelli di Borgo San Frediano a Firenze, fanno da sfondo alla bellissima Monica Bellucci mentre posa con un abito di alta moda della maison Dolce & Gabbana. È una delle sontuose creazioni che lo scorso 3 settembre era stata presentata sulla scalinata barocca di Villa Bardini protagonista della passerella «Rinascita» con cui il marchio italiano, primo a sfilare in presenza dopo il lockdown di marzo, aveva voluto rilanciare nel mondo l’immagine del saper fare italiano rendendo omaggio dalla culla del Rinascimentoal padre del made in Italy, Giovanni Battista Giorgini.
Abiti unici, frutto del lavoro sartoriale che oltre a riprodurre il patrimonio fiorito di glicini e iris del Giardino Bardini teatro dell’evento, hanno rieditato i monumenti simbolo di Firenze. Ponte Vecchio,Palazzo Vecchio e il Duomo che compare in un elegante disegno ricamato in filo di seta sull’abito in lino che scivola davanti alla figura statuaria di Monica Bellucci sulle pagine patinate di Vogue Italia di novembre. La ex modella e attrice legata fin dagli esordi al marchio e scelta da Dolce & Gabbana come testimonial della tre giorni fiorentina aveva assistito con la figlia Deva alla sfilata di Alta Moda e la sera prima nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio aveva ricevuto dalle mani del sindaco di Firenze Dario Nardella l’onorificenza Le Chiavi della città.
L’immagine che la ritrae nel cuore del laboratorio della storica Galleria Romanelli è ora parte di un servizio fotografico scattato ed immaginato proprio in quei giorni dal mensile per celebrare, grazie al binomio arte e moda, la bellezza italiana. Non è la prima volta che l’atelier di scultura attivo dall’Ottocento e oggi portato avanti da Raffaello Romanelli, quinta generazione di una famiglia di scultori, anche autore del restauro degli ambienti, viene scelto come set da un marchio del fashion.
L’architettura, vanta un salone alto 16 metri e la quantità di opere esposte come in una galleria d’arte solo qualche anno fa convinsero anche Robert Cavalli figlio dello stilista Roberto Cavalli a far qui debuttare, in occasione dell’edizione invernale 2018 di Pitti Uomo, la prima collezione del suo brand Triple RRR. «Le case di moda – racconta il signor Raffaello Romanelli – che realizzano
abiti e creazione molto belle e ben fatte hanno spesso
bisogno di confrontarsi con realtà concrete, l’arte e la scultura figurativa sono ambiti che ben si legano a questa esigenza. Spesso le maison vengono a trovarci e noi siamo felicissimi di aprire le nostre porte e far così dialogare le nostre opere con le loro espressioni di creatività. La bellezza si chiama e si corrisponde». La sua è infatti una galleria prestigiosa e conosciuta in tutto il mondo, anche scelta da giovani che vogliono apprendere l’arte della scultura. «È qui—ci racconta Raffaello Romanelli —che tanti monumenti funebri di San Miniato hanno preso forma e tra le opere nate in questa galleria anche il busto di Benvenuto Cellini sul Ponte Vecchio. A realizzare quest’opera in bronzo che tutti vedono quando passano sul ponte degli orafi è stato il mio trisnonno, Raffaello Romanelli che era nato nel 1856». Una tradizione quella della scultura che sembra non avere crisi nemmeno al tempo del Covid. «Non ci sono i turisti ma per fortuna continuiamo a lavorare, ad avere ordini e richieste. E questo perché in questi momenti più che in altri le persone hanno bisogno di vedere bellezza e anche di averne un pezzettino vicino».
Laura Antonini
©RIPRODUZIONE RISERVATA


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Vogue: Divina Monica

Divina Monica

Dopo lunga assenza, torna sulle pagine di Vogue Italia Monica Bellucci. Fotografata a Firenze per uno speciale dedicato alle sontuose creazioni alta moda di Dolce & Gabbana

Nel servizio di Sebastian Faena Monica Bellucci posa tra i marmi, i gessi e gli attrezzi di un telier di scultura dei primi dell’800. Un omaggio all’artigianalità italiana, interpretato dalla nostra più celebre diva.

Monica Bellucci in una foto di Sebastian Faena, styling Sofia Achaval. Abito di tulle con corsetto e strascico e applicazioni di fiori in organza e velluto. 

Gli abiti di questo servizio fanno parte della collezione Dolce&Gabbana Alta Moda, presentata a settembre a Villa Bardini, a Firenze. Tessuti e lavorazioni sono ispirati ai colori e ai fiori del parco di Villa Bardini e all’architettura fiorentina. Si ringrazia la Galleria Romanelli di Firenze.


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Stephane Coutelle: “Bon dimanche avec Monica”


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Monica Bellucci en interview

Après une trentaine d’années passées à incarner des dizaines de rôles au cinéma, que ce soit aux États-Unis, en Italie ou en France, dans des comédies, des drames ou des thrillers, on aurait pu jurer que Monica Bellucci n’avait vraiment plus rien à prouver… Pourtant, c’est il y a à peine un an que la comédienne se lançait un nouveau défi en acceptant, pour la première fois de sa carrière, de fouler les planches d’un théâtre pour y incarner – littéralement seule sur scène – la femme qui se cachait derrière l’une des plus grandes voix au monde : Maria Callas.    


« LA VIE EST UNE RECHERCHE PERMANENTE ET C’EST ÇA QUI LA REND SI BELLE ET SI PASSIONNANTE À VIVRE ! »

MORGANE LAS DIT PEISSON : Le spectacle Maria Callas : lettres et mémoiresreprend…

MONICA BELLUCCI : Je suis très heureuse qu’on puisse le rejouer à certains endroits même si des dates comme celles d’Athènes ont dû être annulées… Prendre en compte le virus est malheureusement devenu une « normalité » dans notre façon de vivre et de travailler… On prend encore plus conscience que tout peut basculer d’un moment à l’autre…

L’art, plus utile que jamais…

Je crois que dans une période comme celle que nous sommes en train de vivre, le rapport à la culture est encore plus essentiel qu’avant. Il répond à une soif qu’on a d’évasion et de légèreté, il nous permet de nous détacher d’une quotidienneté qui nous étouffe un peu depuis quelques mois…

Un spectacle qui va vraiment voyager…

J’ai déjà eu la chance d’interpréter la version italienne de Maria Callas : lettres et mémoires pendant le Festival di Spoleto en Italie qui s’est tenu cet été et, après cette reprise française, je devrais, si tout va bien, jouer la version anglaise pour une tournée en Angleterre et aux Étas-Unis… C’est assez incroyable pour une première expérience théâtrale surtout avec un spectacle aussi intime.

Toute « nouvelle » et seule sur scène…

(rires) Oui le théâtre est une nouvelle expérience pour moi ! Tom Volf m’a contactée pour ce projet en me donnant une lettre de la Callas à lire, je suis littéralement tombée amoureuse de ces mots alors j’ai accepté assez naturellement sans vraiment prendre conscience de ce qui m’attendait ! (rires)

Un exercice très différent du cinéma…

Je n’ai jamais nié ma peur de monter sur scène… C’est un mélange de fascination, d’excitation et de craintes que l’on ne retrouve pas au cinéma. Le rapport au public qu’offre la scène est vraiment nouveau pour moi, les retours sont immédiats et surtout,on est exposé à vif ! Au cinéma, une fois que l’oeuvre est faite, elle voyage toute seule tandis que le théâtre a sans cesse besoin d’un comédien qui accepte d’exposer sa fragilité devant tout le monde… 

La Callas faisait déjà partie de votre vie ?

J’avais tourné une série américaine avec Gael García Bernal – Mozart in the Jungle – dans laquelle j’incarnais une chanteuse d’opéra et pour préparer ce rôle, j’avais fait beaucoup de recherches sur Caballé, Netrebko et Callas bien évidemment. En quelque sorte, j’étais déjà un peu familiarisée à son univers lorsque ce spectacle a débarqué dans ma vie. C’est une artiste à la dualité fascinante, d’un côté on a cette femme à la forte – et parfois dure – personnalité qui a chanté dans le monde entier et de l’autre, une vie intime que peu de gens connaissaient, faite de sensibilité et de fragilité. Le spectacle de Tom Volf est magnifique parce qu’il nous permet d’entrer avec délicatesse et respect dans l’intimité de ce personnage illustre.

Camper La Callas…

Contre toute attente, j’ai presque trouvé ça plus « simple » que d’inventer un personnage… Bien sûr, il ne faut pas la trahir ni décevoir les gens qui l’aiment mais elle est si connue, qu’il était facile de se documenter. Elle a tellement bouleversé les âmes et marqué les esprits par son courage qu’elle ne peut être qu’un cadeau pour une actrice ! C’est une femme qui a eu la force de dire et de faire des choses à une époque où les femmes n’avaient pas ces libertés. Elle s’est battue pour ses idées et pour ses amours bien qu’elle ait eu une vie courte. Elle a eu le courage de vivre des émotions intenses et c’est pour ça, qu’aujourd’hui encore, elle est un exemple pour toutes les femmes !

Ni une lecture, ni une imitation..

On est sur une représentation, une évocation de La Callas dans laquelle je donne très humblement ma voix à sa pensée… J’ai abordé ce rôle avec énormément de respect car je dis des choses qu’elle a dites, pensées et ressenties au plus profond…Je n’ai pas le droit de la trahir, de la surjouer ou de la caricaturer car c’est Maria que je campe finalement, pas tellement La Callas… Elle était adulée, admirée et entourée mais au fond, tout ce qu’elle aurait voulu, c’était d’avoir une famille. Tout le monde dit qu’elle a souffert de ses amours mais moi je pense que sa plus grande souffrance, c’est de ne pas avoir eu d’enfants…

On a à tort tendance à penser qu’une personne connue dans le monde entier ne peut être que comblée…

On n’est pas sur cette terre pour être comblé, on y est pour faire une recherche… La seule chose qui doit nous combler, c’est d’avoir la chance d’être là, d’être vivantet de pouvoir faire des choses. La vie, que l’on soit connu ou non, c’est une recherche permanente et c’est ça qui la rend si belle et si passionnante à vivre !(rires) Je pense que Callas a eu cette force là, celle de faire sa propre recherche tout au long de sa vie au point de trop aimer, trop donner et de finir par s’épuiser… Elle a vécu « Vissi d’arte, vissi d’amore », uniquement pour son art et pour l’amour. Après la mort d’Onassis – bien qu’il l’ait faite beaucoup souffrir -, elle n’a plus pu chanter, c’est comme si sa vie n’avait plus de sens, elle était brisée…

 

© Propos recueillis par Morgane Las Dit Peisson • Photos  Andrea Kim Mariani

 


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