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Lo scatto su «Vogue» nel servizio con le creazioni di Dolce & Gabbana

E Monica Bellucci «sfila» dentro la Galleria Romanelli mostrando l’abito-Duomo

Protagonista Monica Bellucci in Dolce & Gabbana Alta Moda su «Vogue Italia»
(foto Sebastian Faena)

Marmi e gessi, statue e busti con una storia centenaria, quella dello studio Galleria Romanelli di Borgo San Frediano a Firenze, fanno da sfondo alla bellissima Monica Bellucci mentre posa con un abito di alta moda della maison Dolce & Gabbana. È una delle sontuose creazioni che lo scorso 3 settembre era stata presentata sulla scalinata barocca di Villa Bardini protagonista della passerella «Rinascita» con cui il marchio italiano, primo a sfilare in presenza dopo il lockdown di marzo, aveva voluto rilanciare nel mondo l’immagine del saper fare italiano rendendo omaggio dalla culla del Rinascimentoal padre del made in Italy, Giovanni Battista Giorgini.
Abiti unici, frutto del lavoro sartoriale che oltre a riprodurre il patrimonio fiorito di glicini e iris del Giardino Bardini teatro dell’evento, hanno rieditato i monumenti simbolo di Firenze. Ponte Vecchio,Palazzo Vecchio e il Duomo che compare in un elegante disegno ricamato in filo di seta sull’abito in lino che scivola davanti alla figura statuaria di Monica Bellucci sulle pagine patinate di Vogue Italia di novembre. La ex modella e attrice legata fin dagli esordi al marchio e scelta da Dolce & Gabbana come testimonial della tre giorni fiorentina aveva assistito con la figlia Deva alla sfilata di Alta Moda e la sera prima nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio aveva ricevuto dalle mani del sindaco di Firenze Dario Nardella l’onorificenza Le Chiavi della città.
L’immagine che la ritrae nel cuore del laboratorio della storica Galleria Romanelli è ora parte di un servizio fotografico scattato ed immaginato proprio in quei giorni dal mensile per celebrare, grazie al binomio arte e moda, la bellezza italiana. Non è la prima volta che l’atelier di scultura attivo dall’Ottocento e oggi portato avanti da Raffaello Romanelli, quinta generazione di una famiglia di scultori, anche autore del restauro degli ambienti, viene scelto come set da un marchio del fashion.
L’architettura, vanta un salone alto 16 metri e la quantità di opere esposte come in una galleria d’arte solo qualche anno fa convinsero anche Robert Cavalli figlio dello stilista Roberto Cavalli a far qui debuttare, in occasione dell’edizione invernale 2018 di Pitti Uomo, la prima collezione del suo brand Triple RRR. «Le case di moda – racconta il signor Raffaello Romanelli – che realizzano
abiti e creazione molto belle e ben fatte hanno spesso
bisogno di confrontarsi con realtà concrete, l’arte e la scultura figurativa sono ambiti che ben si legano a questa esigenza. Spesso le maison vengono a trovarci e noi siamo felicissimi di aprire le nostre porte e far così dialogare le nostre opere con le loro espressioni di creatività. La bellezza si chiama e si corrisponde». La sua è infatti una galleria prestigiosa e conosciuta in tutto il mondo, anche scelta da giovani che vogliono apprendere l’arte della scultura. «È qui—ci racconta Raffaello Romanelli —che tanti monumenti funebri di San Miniato hanno preso forma e tra le opere nate in questa galleria anche il busto di Benvenuto Cellini sul Ponte Vecchio. A realizzare quest’opera in bronzo che tutti vedono quando passano sul ponte degli orafi è stato il mio trisnonno, Raffaello Romanelli che era nato nel 1856». Una tradizione quella della scultura che sembra non avere crisi nemmeno al tempo del Covid. «Non ci sono i turisti ma per fortuna continuiamo a lavorare, ad avere ordini e richieste. E questo perché in questi momenti più che in altri le persone hanno bisogno di vedere bellezza e anche di averne un pezzettino vicino».
Laura Antonini
©RIPRODUZIONE RISERVATA


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