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Dolce Gabbana a Firenze, sfila Rinascimento con 38 artigiani

(ANSA) – FIRENZE, 01 SET – Parte da Firenze il Rinascimento della moda italiana, con una tre giorni di sfilate ed eventi di Dolce & Gabbana che presenterà le collezioni di alta moda, alta sartoria e alta gioielleria coinvolgendo 38 artigiani del territorio per rendere omaggio alla storia e all’arte del capoluogo toscano. Così la moda torna in passerella dopo l’emergenza Covid-19 che ha costretto a nuovi format di presentazione e show online.
Il progetto, realizzato con il Centro di Firenze per la moda Italiana e Pitti Immagine, prende il via il 2 settembre con la presentazione della collezione di Alta Gioielleria nel Chiostro di Santa Maria Novella, poi la sera la sfilata Alta sartoria nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio, qui ci sarà una passerella speciale, ”che rappresenta il simbolo della città” (ma sarà svelata domani), ha spiegato Dolce. Il giorno seguente la sfilata di alta moda a Villa Bardini, poi la sera del 4 settembre la cena conclusiva alle cantine Antinori al Bargino.
E’ attesa Monica Bellucci, come madrina dell’evento. (с)


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Spoleto 63, Monica Bellucci è Maria Callas, il debutto teatrale della diva

Debutto ieri sera a Spoleto per ‘Maria Callas. Lettere e memorie’ con testi che Tom Volf, anche regista, e protagonista assoluta Monica Bellucci nella sua prima volta a teatro in Italia. Con risultati felici come testimonia il nostro critico Rodolfo Di Giammarco.

Video: Spoleto 63


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‘Maria Callas Letters and Memoirs’ photocall

Monica Bellucci ‘Maria Callas Letters and Memoirs’ photocall,
Spoleto63 Festival of 2Worlds, Spoleto, Italy, 26 aug. 2020


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Monica Bellucci è Maria Callas: «Lei raccontò il dolore di noi donne»

L’attrice interpreta la Divina nello spettacolo in scena il 26 agosto al Festival dei Due Mondi di Spoleto. «Sarò per sempre sexy? L’età non conta, la sensualità è energia»

SPOLETO «Io penso che si parli tanto della sua vita tragica. Lei ha scelto la vita che voleva…». Monica Bellucci a Spoleto «è» la Divina, Maria Callas, ne indosserà anche un abito in Maria Callas. Lettere e memorie in scena mercoledì 26 agosto al Festival. La sua idea è originale, spiazzante: il grande soprano non era predestinata all’infelicità, come diceva Zeffirelli, ma una donna e un’artista «che si è battuta per le sue emozioni». Maria diventa un inno alla forza, alla bellezza, al sole della femminilità.
Chi è Maria Callas per lei?
«Ha vissuto di passioni forti, è stata una donna moderna per l’epoca e per i suoi sentimenti, ed è la cosa che l’ha uccisa. Quando si andava all’opera, si andava a vedere e sentire Maria Callas. Questa dualità tra la diva e la donna è l’aspetto interessante».
E la fragilità?
«Era sensibile, non fragile. Aveva un cuore semplice. La chiamavano la tigre».
La sua prima volta a teatro avviene nella sua Umbria.
«Lo spettacolo l’ho recitato a Parigi in francese, qui e ad Atene lo faccio in italiano, poi in inglese a Londra, New York, Mosca. Come sono stata convinta? Tom Volf, autore e regista, mi ha dato una lettera che la Callas aveva scritto a Onassis e una sua memoria sulla fede in se stessi, e non ho saputo resistere».
Tom Volf, nel documentario che portò alla Festa di Roma, mostrò anche il lato cannibalesco e canagliesco dell’armatore greco…
«Sì, dopo tanto amore… Tom ha fatto grandi ricerche, tramite il maggiordomo e la femme de chambre di Maria. Fu una storia travagliata, dopo tanto amore. All’inizio lei scrive che la fece sentire la regina del mondo, con quella sua aria da furfante. Non tutte le donne hanno potuto vivere quelle emozioni. Il suo più grande cruccio fu di non avere una famiglia e dei figli, di non avere avuto la possibilità di vivere la maternità. Questo la uccise anche di più della storia d’amore».
Lei ha sofferto per amore?
«Certo, è così che si impara nella vita, ma non come lei».
La Callas bruciò tutto in 13 anni, fino al 1965. Una meteora che ha cambiato il modo di cantare e recitare, rompendo ogni convenzione.
«La coincidenza è che due anni fa ho preparato il personaggio di una diva nella serie “Mozart in the Jungle” studiando tre cantanti, Anna Netrebko, Montserrat Caballé e Maria Callas».
Cosa le chiederebbe?
«Ho l’impressione di averla nella pelle, ha raccontato il dolore di noi donne. I rapporti più difficili li aveva con le persone che amava di più, la madre, la sorella, gli uomini. La sua vita somiglia a un’opera, e anche la sua morte».
A che punto è della vita?
«Non avrei mai pensato che a 55 anni avrei potuto cercare una nuova crescita. E sono qui a fare teatro. Ho appena finito il film “The Girl in the Fountain” di Antongiulio Panizzi su Anita Ekberg».
Altra icona.
«Non credo che con Maria si sarebbero amate. Se sarò bionda? In alcuni momenti. Ci saranno Fellini e Mastroianni in pezzi di repertorio. È interessante che a un’attrice si chieda di diventarne un’altra. Riscopriremo cose, di Anita e di quel cinema, che i giovani non conoscono più. Anita è stata una donna estremamente appassionata per essere una nordica, e aveva scelto l’Italia».
Monica, la donna sexy per l’eternità: si è abituata o le fa ancora piacere?
«…Clint Eastwood è sensuale e non ci puoi far niente. Quanti anni ha non fa niente. La sensualità è energia».

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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Monica Bellucci at Spoleto63 Festival of 2Worlds

Monica Bellucci poses on the balcony before attending the Italian Film Festival


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BHMAgazino (Greece) – Monica Bellucci: “They know my name, but not who I really am”

Monica Bellucci: “They know my name, but not who I really am”

  

interview in greek


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Monica Bellucci: «Εγώ είμαι το παρελθόν, οι κόρες μου είναι το μέλλον»

Τα αποσπάσματα της συνέντευξης που έδωσε στο Δεύτερο Πρόγραμμα

Λίγο πριν εμφανιστεί στο Ηρώδειο υποδυόμενη τη Μαρία Κάλλας, η Monica Bellucci μίλησε στον Φώτη Απέργη σε μια αποκλειστική ραδιοφωνική συνέντευξη, που θα μεταδοθεί την Παρασκευή 21 Αυγούστου 2020, στις 16:00, από το Δεύτερο Πρόγραμμα.

Η διάσημη Ιταλίδα ηθοποιός μίλησε για την κορυφαία σοπράνο ως ευάλωτη γυναίκα, αλλά και μαχητική προσωπικότητα:

«Ήταν μια γυναίκα που ακολουθούσε την καρδιά της, το ένστικτό της. Γι’ αυτό έγινε τόσο εύθραυστη. Την ίδια στιγμή ήταν αξιοθαύμαστη, γιατί ακολουθούσε τη δική της αλήθεια. Πολέμησε τόσο πολύ για τα δικαιώματά της».

Για τη διαφορά ανάμεσα στην πραγματική ζωή της και τη δημόσια εικόνα της ως σταρ του σινεμά:

«Η εικόνα μου είναι μόνο ένα μικρό μέρος της ζωής μου. Ο αληθινός μου βίος, ο μυστικός μου κήπος, είναι για μένα αληθινά σημαντικός. Και αυτή η προστασία είναι αναγκαία για να επιβιώσει κανείς σ’ αυτή τη δουλειά».

Για τον ρόλο της ως «κορίτσι του Τζέιμς Μποντ»: «Ήταν επαναστατικό το να υποδυθώ έναν τέτοιο ρόλο στα 50 μου. Δείχνει πώς αλλάζουν οι καιροί. Μια ηθοποιός σήμερα είναι εντελώς διαφορετική απ’ ό,τι στις δεκαετίες του ’30, του ’40, του ’50, που μπορούσες να είσαι όμορφη και ταλαντούχα, αλλά στα 40 σου η καριέρα σου τελείωνε».

Για τη σημασία του κινήματος Me too, αλλά και για την αποστροφή της Κατρίν Ντενέβ ότι αυτό μπορεί να περιέχει έναν «νέο πουριτανισμό»:

«Πιστεύω ότι είναι σημαντικό το γεγονός ότι στις μέρες μας οι γυναίκες μιλούν με θάρρος και κουράγιο, αλλά θα χρειαστεί καιρός για να εξασφαλιστούν ίσα δικαιώματα με τους άντρες. Πιστεύω, πάντως, ότι δεν χρειάζεται να αποζητάμε τον πόλεμο, αλλά ένα κοινό έδαφος επικοινωνίας. Γιατί ο πόλεμος δεν φέρνει τίποτα καλό».

Για τις κόρες της: «Δεν θέλω η δουλειά μου να έχει μεγάλο μέρος στη ζωή τους. Προτιμώ να είμαι η μητέρα τους και να τους δίνω όλη τη δύναμη, όλη την αγάπη που χρειάζονται για να ανακαλύψουν το δικό τους πάθος. Εγώ είμαι το παρελθόν, εκείνες είναι το μέλλον».

Ακόμα μίλησε για το τρακ της στη θεατρική σκηνή, για τον ερωτισμό στην εποχή του κορονοϊού, για τη νέα της ταινία όπου υποδύεται την Ανίτα Έκμπεργκ, αλλά και για τους ρόλους που η ίδια έχασε, επειδή… ήταν πολύ όμορφη γι’ αυτούς:

«Αν τους έχασα, τώρα μπορώ να τους παίξω! Όταν μεγαλώνεις, χάνεις τη βιολογική ομορφιά της νιότης. Το ενδιαφέρον είναι ότι τότε μπορείς να παίξεις άλλους ρόλους». (с)


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