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2017, may — Amica (Italy) — Monica Bellucci: Chiedo agli uomini di salvarmi dalla noia

Monica Bellucci: Chiedo agli uomini di salvarmi dalla noia

Ed Emir Kusturica l’ha fatto, sul set di On the Milky Road

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Domanda. Ma come fa ad annoiarsi Monica Bellucci? Voglio dire: il 17 maggio aprirà le danze del Festival di Cannes 2017, scelta dai francesi come madrinadell’edizione N 70 (Buon anniversario!).

Una settimana prima (11/5) arriva nei cinema con On the Milky Road, del regista gypsy Emir Kusturica. Sul red carpet del Festival di Venezia 2016 erano affiatatissimi e tenerissimi: lui con l’aria da orso buono e lei con un collier Cartier da oltre 5 milioni di euro. Qualche giorno prima, era stata la protagonista nuda di un servizio fotografico di Paris Match.

Sempre a Cannes 2017, Monica Bellucci sarà al fianco di David Lynch sul red carpet del nuovo Twin Peaks. Su Sky è appena ricominciato Mozart in the Jungle, con lei nei panni di una cantante lirica veneziana.

Nella gallery sopra, trovate anche la cover del libro Incontri clandestini (Rizzoli): ovvero, 8 interviste/confessioni raccolte in 3 anni dallo scrittore francese Guillaume Sbalchierò.

Eppure Monica Bellucci ha paura di annoiarsi… “Ringrazio Emir che mi ha regalato l’impossibilità di annoiarmi”, dice.

In effetti in On the Milky Road lotta con un serpente, munge le mucche, vola, le sparano addosso, finisce in un campo minato…
A volte penso che gli animali peggiori siano gli umani… Comuqnue, nel film sono sprattutto sono una donna che non dice no alla vita e all’amore. È la filosofia di Emir, che mi ha chiesto di imparare il serbo per recitare con lui, di tuffarmi senza una controfigura, di immergermi nell’acqua gelida e poi uscirne e rifarlo ancora…

E di recitare quasi senza trucco e cantare per lui. Una donna senza nome che fa tornare alla memoria Malena…
Perché ha qualcosa di antico, forse. Perché ha un corpo: è un corpo. Ma Malena era la vittima degli uomini da cui dipendeva totalmente e dell’immaginario maschile trasformato in dittatura. Lada – che in serbo significa la sposa – invece è una donna di cui non conosciamo il nome, ma la forza.

Lada è una leader, una combattente, una che ha vissuto in Italia ma non è più italiana, che vive in Serbia ma non è serba. Ha amato, sofferto, è stata felice e ha avuto paura: è la vita, no? Di Emir ho sempre amato il suo mixare realtà e fantasy. Ricordo che ero giovanissima quando vidi Il tempo dei gitani: non è mai cambiato.

Ci avete messo tre anni a realizzare il film. Le piacciono le sfide, “giocare” ai limiti dell’impossibile?
Certo! Le prime riprese, in Serbia, sono state nel 2013 e abbiamo finito nel 2016. Intanto le mie figlie sono cresciute, io ho compiuto e superato i 50 anni… Abbiamo combattuto contro la Natura, che con la sua forza e bellezza è protagonista del film quanto noi, e contro certe difficoltà di finanziamento.

Ma Emir aveva scritto il personaggio per me e sentivo che questo film era davvero tutto per lui: l’ho aspettato e lui mi ha aspettata, ci siamo salutati tante volte e ritrovati con il massimo piacere… Rifarei tutto. Emir non è solo un regista, ma è un artista, l’uomo più eclettico che abbia mai incontrato: scrive, dirige, recita, produce, è musicista e uomo d’affari… Girava nell’acqua gelida, usciva per guardare come erano andate le riprese, rientrava nell’acqua gelida… E poi la sera teneva magari anche un concerto!

Nell’acqua gelida ha trascinato anche lei. Il bello del film è che alterna momenti di energia e fantasia frenetiche, ad altri in cui vi guardate e sfiorate in silenzio. La vita è davvero guerra e pace?
Sì. Questa è una storia d’amore e guerra, non solo perché si svolge durante il conflitto dei Balcani degli Anni 90. Kosta (Emir Kusturica) incontra questa donna italiana, in fuga chissà da dove: c’è una ragazza che vuole sposarlo e io sono “prigioniera” di un militare. Da lì in poi ci chiudiamo nel nostro castello che è una casetta, con tanti animali. E scappiamo.

Sul set abbiamo improvvisato molto. Emir mi chiedeva continuamente: “Tu cosa faresti?”. Canticchivo una canzone e lui mi diceva di farlo mentre giravamo… Mi dava nuove battute e io gli rispondevo: “Ma sono in serbo, mi ci vorranno tre giorni!”. E lui: “Buttati!”. Gli vengono idee folli ogni 5 minuti.

Una love story tra persone che hanno vissuto molto e che non sono più giovani: è anche questo che l’ha attratta del progetto?
Sì. Lada e Kosta sono due che non hanno nulla da perdere e non hanno paura di rimettersi in gioco. Nella vita non devi mai temere di ricominciare: di vivere, appunto. Lo dico sempre alle mie figlie.

Ed è vero che non accade spesso di vedere una storia d’amore tra due che hanno la nostra età: i giovani piacciono e i vecchi fanno tenerezza, ma due innamorati 50/60enni sono rari… È come se ci fosse una parentesi.

Invece Emir ha pensato a me e a lui e io l’ho seguito in tutto. Alla sua energia gitana non puoi dire di no. Lui è un leader naturale, il primo a fare quello che poi ti chiede. Buttarsi nell’acqua gelata era diventato come andare in palestra (ride, ndr).

Anche Sam Mendes, per Spectre, ha scritto il personaggio per lei. Accade alle vere dive. Come si sente?
Mi fa piacere, ma bisognerebbe chiederlo a loro perché mi scelgono. Forse perché ho imparato che non bisogna aver paura di dimostrare che a 52 anni la sensualità femminile è più complessa, sfaccettata e variegata che a 20. Il bello è che me l’hanno insegnato artisti come loro.

Lada ha una femminilità totale, è materna e capace di gesti perfino maschili. Mi piacciono i registi che rispettano le donne. Mi piace Emir che mi ha fatto capire come dietro la realtà ci sia sempre la magia, che basta cercarla, anche a 52 anni. E che l’amore è davvero solo questione di energia e di voglia di dire sì alla vita: l’anagrafe non conta affatto.

Cosa le ha raccontato della guerra, Emir Kusturica? Come si vive in Serbia, oggi?
Non abbiamo mai parlato di politica, come questo non è un film politico. La Serbia è davvero una terra di bellezza e violenza, le respiri. Il mio personaggio è ispirato all’amante di un generale che aveva ucciso la moglie. Lei l’aveva denunciato e lui, uscito di prigione, si era messo a cercarla per ucciderla

In generale, come fai a riassumere e a capire una storia e una cultura così complesse e anche complicate? La guerra c’è nel film, ma per dire che la vita non è mai a una sola dimensione. On the Milky Road alterna toni da commedia e tragici. È bello e vero per questo. Ed è davvero come Emir, che è un gigante capace di gesti intimissimi, un avventuriero senza paura e un ascoltatore curioso. Un leader e un bambino. Anche Helmut Newton, il fotografo, era così.

Nel film dice che la bellezza è una sfortuna. L’ha mai pensato?
Mai. È un regalo assoluto, anche se magari a doppio taglio, come vuol dire Lada. Ho sempre avuto un ottimo rapporto col mio corpo, prima di tutto considerandolo un tutt’uno col resto: io sono tutta…

Perché meravigliarsi delle foto nude fatte a 52 anni? Le ho sempre fatte. Quando mi guardo allo specchio non vedo solo il mio corpo… perché non l’ho mai fatto! Il sesso e l’amore sono davvero una questione di energia, non di tempo che prima abbiamo e poi non più. E l’energia è la negazione della noia, no?

 

Guarda la gallery

Guarda la gallery con tutte le volte che Monica Bellucci ha posato per Amica

 


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