Che delusione Monica Bellucci! Bella come il sole, affascinante e sensuale dovrebbe fare come il suo personaggio interpretato in Dobermann di Jan Kounen ovvero non parlare. Appena apre bocca, infatti, viene fuori una donna piena di sé capace di straparlare di tutto e tutti, che non accompagna con grazia la sua bellezza e la sua intelligenza. Pronta a discutere polemicamente di tutto, possiede un piglio da professoressa di matematica egocentrica. Una donna bella da sognare, dunque, ma che sarebbe meglio non portare a cena fuori. Potrebbe litigare con il cameriere per un nonnulla!

Delos: Signora Bellucci, Pierce Brosnan si è detto assai dispiaciuto di non averla avuta al suo fianco nel nuovo 007. Perché — a suo avviso — le attrici italiane da oltre trent’anni (la prima e ultima fu Daniela Bianchi nel 1963 in Dalla Russia con amore) non riescono a fare la bond-girl?Monica Bellucci: Non penso che la Bond girl possa essere la più alta meta che un’attrice cinematografica possa raggiungere, mi scusi sa..

Delos: Lei, dunque, non è dispiaciuta di essere stata scartata per questo ruolo?

Monica Bellucci: No, perché io ho fatto «James Bond Trash» che è Dobermann.

Delos: Perché gira molti film all’estero?

Monica Bellucci: Vuole che le risponda?!

Delos: Veramente sì…

Monica Bellucci: Il cinema italiano si muove nel nulla. E’ finita la generazione di registi italiani dai venticinque anni ai quaranta. Abbiamo avuto talenti enormi, ma oggi non c’è più niente. Sia ben chiaro che non è un problema di talenti, bensì di finanziamenti.

Come fa un giovane regista a girare un film se non oggi nessuno ti finanzia?

Non ci sono opere prime e quelle che ci sono vengono prodotte soltanto nella prospettiva di venire trasmesse in prima serata. Film come Dobermann sono dunque esclusi. Oggi, qualcosa si sta muovendo. Questo governo di sinistra si sta impegnando per fare delle coproduzioni che permettano nuovi finanziamenti, però, è ancora troppo poco.

Delos: E’ difficile per lei trovare un ruolo che esca fuori dai cliché della bella donna?

Monica Bellucci: Non capisco perché se un’attrice è bella non si pensa che possa essere anche brava e viene automaticamente relegata al ruolo della «bonazza» in qualche commedia.

In Europa siamo piene di attrici bellissime e bravissime: da Isabelle Adjani a Emmanuele Beart, da Sabrina Ferilli a Francesca Neri.

Delos: Cosa pensa di questo film di Jan Kounen Dobermann?

Monica Bellucci: E’ stato un film molto divertente da girare. Apprezzo molto il talento di Jan Kounen che ho potuto ammirare — prima di girare il film — grazie a una serie di cortometraggi che ha girato negli anni passati.

Delos: Lei fa la parte di una zingara sordomuta. stato difficile?

Monica Bellucci: No, perché sin da piccola sono stata abituata a muovermi molto per accompagnare le cose che dicevo. Ho incontrato alcune attrici sordomute e ho imparato il linguaggio dei gesti. Tra l’altro era anche un modo per uscire fuori dal cliché della donna bella e misteriosa inventando qualcosa che potesse risultare inconsueto per il pubblico.

Delos: Dobermann è stato criticato aspramente per le scene di violenza…

Monica Bellucci: Sono sorpresa dal fatto che qualcuno abbia potuto pensare che quella violenza sullo schermo fosse «vera». In Giappone il film non è stato vietato perché assomiglia molto ai loro fumetti «manga» dove il dolore e la violenza vengono assimilati a delle icone.

Quella del fumetto è la chiave migliore per leggere questo film.

Delos: Perché — a suo avviso — c’è tanto cinema «violento» oggi nel mondo?

Monica Bellucci: La violenza è spettacolare e fa fare soldi. Ma al di là di questo — che credo sia vero più per i film hollywoodiani che per quelli europei — per una generazione di registi come Jan Kounen fare film violenti serve a esorcizzare la violenza stessa.

Delos: Non le sembra un film senza coordinate morali?

Monica Bellucci: I fumetti sono senza coordinate morali…

Delos: Mi perdoni, ma la maggior parte dei fumetti si fonda sulla moralità: da Batman a Superman, da Asterix all’Uomo ragno, da Nathan Never a Martin Mystere e perfino in Diabolik o Spawn, i personaggi sono sempre «etici» per usare un termine kantiano…

Monica Bellucci: Se la fa così difficile, cosa vuole che le risponda… Io dico solo che chi pensa che la violenza di Dobermann sia vera è un pazzo!

Il sito del film The Dobermann si trova all’indirizzo http://www.ledob.com