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2016, septembre — Grazia (Italy) — MONICA BELLUCCI: «IL VERO AMORE NON TI OSCURA»

MONICA BELLUCCI: «IL VERO AMORE NON TI OSCURA»

È l’attrice più famosa, la nostra ultima diva. monica bellucci interpreta per Grazia lo stile italiano. E qui la star, dopo l’addio dato a Vincent Cassel, che ora appare felice con una giovane fidanzata, racconta gli anni passati a rispondere alle critiche di chi la considerava troppo sexy o troppo indipendente. E di come oggi insegni a sua figlia a combattere in un mondo che vive ancora di pregiudizi sulle donne

Сi sono momenti in cui Monica Bellucci smette di essere l’ultima diva italiana «da esportazione» e torna a essere una donna. Le copertine, i red carpet, i gioielli da favola, i viaggi e le conferenze stampa cedono il posto a una quotidianità che somiglia a quella di tante altre donne: i figli di cui occuparsi, un po’ di tempo per sé, le cene con gli amici, un dolce far niente che ricarica. Ma questi momenti appartengono solo a lei che li difende gelosamente. «Rappresentano il mio giardino segreto in cui nessuno ha il diritto di entrare», mi spiega l’attrice, 52 anni il 30 settembre, quando la incontro in una pausa della sua vita da star «sempre vissuta a 1000
chilometri l’ora», mi spiega ridendo. Deva e Léonie, 12 e 6 anni, le figlie che Monica ha avuto dal
matrimonio con l’attore Vincent Cassel, finito nel 2013 dopo 18 anni di passione, l’aspettano per fare una passeggiata. Semplice e disponibile, soprattutto sincera, l’attrice accetta di raccontarmi questa fase della sua vita in cui, mi dice, «sto imparando a invecchiare senza traumi e anche le rughe mi sembrano una benedizione». Alcuni giorni prima l’avevo incrociata alla Mostra del cinema di Venezia dove il suo arrivo come protagonista del film di Emir Kusturica On the Milky
Road (“Sulla Via Lattea”) ha scatenato il delirio dei fan, dei paparazzi e della stampa. L’attrice ha colpito tutti nel ruolo, intenso e credibile, di una donna che vive un grande amore sotto le bombe, una delle interpretazioni più convincenti della sua carriera: il film, una favola surreale dallo stile movimentato e coloratissimo tipico di Kusturica (ancheprotagonista maschile), è ambientato durante la guerra che negli Anni 90 insanguinò i Balcani. «Il regista non voleva un sex symbol, ma la mia verità. A 50 anni la sensualità femminile diventa più ricca e più sfaccettata», mi dice Monica. E il privato? Dal divorzio sono passati tre anni. Il mese scorso  assel, 49, per la prima volta è uscito allo scoperto e da Ibiza ha postato su Instagram le foto del suo flirt con la giovane modella angloitaliana Tina Kunakey Di Vita. Monica, allora, non ha commentato. Le chiedo di farlo adesso, vorrei sapere che cosa ha provato quando ha visto
l’immagine, che ha fatto il giro del mondo, del suo ex con la ragazza. Ma con gentilezza l’attrice si
sottrae, coerente con quella riservatezza che l’ha sempre portata a tenere per sé la sua vita intima. Al contrario, la sua immagine pubblica ha pochi segreti. Del lavoro sappiamo infatti tutto. Presto la vedremo in due serie tv internazionali: la premiatissima Mozart in the Jungle, in cui interpreta una cantante lirica in declino che viene convinta a tornare sulla scena, e l’attesa nuova versione di Twin Peaks su cui, mi spiega, «per il momento non posso anticipare nulla». Ma sulla sua intimità, su un eventuale nuovo amore, in tre anni non è mai trapelata una foto, un’indiscrezione, un pettegolezzo. Tuttavia, mi basta vederla per capire che attraversa
un momento felice.

Sembra più serena e più appagata che mai. Dipende da un avvenimento, da un incontro? 

«La vita è fatta a tappe. Forse do un’impressione di pienezza perché sono contenta di entrare in una fase nuova».
E come la def inirebbe?
«Non posso risponderle che mi sento matura, perché lo sono già da un po’» (ride). «Ma sono più consapevole. Sto attraversando quel momento della vita in cui prendi coscienza che la giovinezza biologica lascia il posto a un altro tipo di giovinezza: quella che ti crei lavorando sull’anima».
In che consiste, per lei, questo “lavoro”?
«Con gli anni ho imparato ad accettare i compromessi con la vita. Oggi apprezzo cose diverse, che un tempo non consideravo affatto. Per esempio non vedo l’ora di diventare nonna: se una delle mie figlie avesse un bambino molto presto sarei prontissima ad allevarlo. Mi dà molta forza pensare alla vecchiaia senza tristezza».
Crede di essere un’eccezione o vede intorno a lei altredonne mature felici nella loro pelle?
«Non credo di essere l’unica. La nostra generazione deve tutto alle femministe che 40 anni fa hanno combattuto per liberarci dai pregiudizi degli altri e dalle nostre paure. Allora prendevamo in giro i loro gonnelloni a fiori, ma dobbiamo ringraziarle: ci hanno insegnato che siamo esseri umani, non oggetti sessuali e che i nostri seni non sono solo armi di seduzione, ma servono ad allattare. Ci hanno dato sicurezza».
E gli uomini oggi sono spiazzati, addirittura impauriti dalle donne troppo indipendenti e sicure di loro stesse?
«Non è cambiato molto, mi creda. Io ricevo oggi gli stessi attacchi che ricevevo 20 anni fa perché
sono sempre stata troppo indipendente, per niente gestibile».
Che cosa la seduce, oggi, in un uomo?
«La forza che viene dall’esperienza. La trovo erotica. E l’erotismo non è questione di età: il mio primo servizio fotografico lo feci con Helmut Newton che aveva 81 anni, ma dentro era rimasto un ragazzo. Adoro gli uomini navigati che hanno combattuto le guerre della vita».
E lei, Monica, ha dovuto affrontare molte battaglie per diventare quella che è?
«Sì. Sempre. Ma non si vede, vero? A volte ho schivato i colpi, altre ho preso delle gran botte.
Mi sono sempre rialzata. Sarà perché vivo ad alta velocità. Forse è come se le tante, piccole morti
che ho affrontato mi avessero aiutata a preparare la prova finale».
Dopo il divorzio da Vincent nessun uomo è stato visto al suo f ianco: prevede di tornare in coppia, un giorno?
«E chi le dice che già non lo sia?» (ride maliziosa).

Mi sta regalando uno scoop, mi sta annunciando che ha un nuovo amore?
«Ho molta difficoltà a parlare della mia vita privata. Come attrice sono un personaggio fin troppo pubblico, ma sono stata sempre attenta a mantenere uno spazio invalicabile riservato alla mia vita di madre e di donna. Adoro mangiare, bere, dormire: ho un atteggiamento epicureo verso la vita».
Che cosa è rimasto della Monica di 20 anni, affamata di vita e di successo?
«La leggerezza. Non l’ho mai perduta, per fortuna, anche se a volte posso essere triste, come tutti. Ma mi riprendo subito».
Qual è stato il pregiudizio nei suoi confronti più diff icile da digerire?
«Potrebbe risponderle il regista Giuseppe Tornatore, che su questo tema ha girato un film, Malèna, affidandomi il ruolo di una donna che a causa della sua bellezza attira maldicenze e cattiverie di ogni tipo».
Allora è vero, come dice il suo personaggio nel f ilm di Emir Kusturica, che «la bellezza tira fuori il meglio, ma anche il peggio delle persone»?
«Sacrosanta verità. L’aspetto fisico è un’arma a doppio taglio: attira gli altri, ma ti espone al loro giudizio. Ho sempre considerato la bellezza come un regalo, non come una maledizione. All’inizio mi ha protetta, facendo da schermo tra la mia timidezza e il mondo. Poi ho imparato a gestirla».
In che maniera si può gestire un’immagine, come la sua, che per milioni di persone rappresenta l’oggetto del desiderio?
«Ho capito presto che per concludere qualcosa di buono nella vita l’aspetto fisico non basta, bisogna coltivare lo spirito. Lo dico sempre alle mie figlie: “Siete belle, intelligenti, furbe, privilegiate. Preparatevi: dovrete affrontare molte prove”».
Nel suo rapporto con Deva e Léonie, oggi che cosa viene al primo posto?
«Le bambine non hanno chiesto di venire al mondo e devono sapere che per me sono più importanti di tutto: del lavoro e anche della mia vita di donna».
Sarebbe disposta a rinunciare a un uomo se non andasse d’accordo con le sue f iglie?
«In quel caso non entrerebbe nemmeno in casa».
Sarebbe contenta, se le piccole volessero fare le attrici come lei?
«Tutti i bambini hanno un senso artistico innato e inconsapevole. Recitano con naturalezza, senza sovrastrutture: noi attori dovremmo prendere esempio dalla loro spontaneità. Lascio le mie figlie libere di esprimersi. Se è destino reciteranno, ma chi comincia a lavorare troppo presto rischia di entrare nei meccanismi degli adulti e francamente l’idea mi spaventa».
Di quale aspetto del carattere è più orgogliosa?
«Della pazienza. È una dote tipicamente femminile e mi ha aiutato molto. Ma quando serve, passo all’azione».
E come reagisce di fronte a un’offesa o a un torto?
«Rimango sconcertata dalla fatica che viene sprecata per darmi fastidio».
È capace di perdonare o mette in conto la vendetta?
«Se non avessi perdonato, sarei già morta».
Un difetto che è felice di non avere?
«La rabbia fine a se stessa, che ci accomuna agli animali. Ma c’è anche una rabbia sana, costruttiva che ti dà la spinta per andare avanti».
Qual è la spinta che oggi motiva le sue azioni, le sue scelte?
«È sempre l’entusiasmo. Prima era concentrato sulla mia persona. Da quando sono madre l’equilibrio si è spostato sulle figlie. Il mio scopo primario è aiutarle a crescere, ad attraversare le difficoltà e i dolori della vita, a coltivare loro stesse e a riconoscere il vero amore».
Un’impresa per niente facile, me lo lasci dire. Secondo lei come si fa?
«Raccomando alle bambine di trovare un uomo che sia innamorato della loro anima, non solo del corpo. E che le lasci libere di esprimersi. Non è vero amore quello che pretende di brillare attraverso di te oscurando le tue doti».
È cambiato, con gli anni, il suo rapporto con il corpo?
«Quello è uno strumento del mio mestiere, ma ho imparato a non diventarne schiava. Sono pigra, preferisco un piatto di spaghetti a un’ora di ginnastica».
Qual è la cosa più pazza che ha fatto di recente?
«Girare il film di Kusturica. La lavorazione è durata tre anni, ho dovuto imparare il serbo, ho nuotato nell’acqua ghiacciata, mi sono gettata dalle rocce senza controfigura. Se non è follia questa, ma ne valeva la pena».
Perché?
«Mi sono pienamente rispecchiata nel ruolo di una donna matura, materna, sensuale, pronta al sacrificio. E pensare che Emir ha scritto la sceneggiatura senza conoscermi. Non è stata la prima volta: anche Sam Mendes, il regista del film Spectre, aveva creato il ruolo di Lucia Sciarra, la vedova di un boss che seduce James Bond, senza avermi mai incontrata. I registi sono dei
maghi, vedono lontano».
E lei come si vede tra 10 anni?
«Non me lo chiedo mai. Sono felice di vivere nel presente. Ha ragione: sto attraversando un momento meraviglioso della mia vita».

http://la-bellucci.ru/gallery/thumbnails.php?album=2384


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