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2016, june — Corriere dello Sport (Italy) — Monica BELLUCCI: «Azzurri prendetevi Pa rigi»

La Bellucci «Io, Parigi e gli azzurri»

Corriere dello Sport Stadio - 22 Giugno 2016.pdf - Adobe Acrobat Pro

di Andrea Santoni
INVIATO A LILLE

C’è profumo di Parigi. C’è voglia di sognare, intorno a questa Italia. Pensate che meraviglia se fossimo tutti presi per mano da una dea di bellezza, magari prestata al calcio per l’occasione, e da lei accompagnati sorprendentemente a questo appuntamento così atteso, nella città che è sua da quando hanno incrociato lo sguardo complice e si sono riconosciute ma che resta profondamente italiana. Il fatto è che
anche Parigi può abbassare gli occhi davanti a Monica Bellucci. E’ a lei, la donna più bella del mondo, icona globale, che abbiamo chiesto di accompagnarci in questo intreccio di sentimenti e di emozioni azzurre. E anche ascoltarla è stato un profumo, di intelligenza e sensibilità. «Non seguo tutte le partite, non è il mio mondo, ma
durante europei e mondiali, come si dice, per amor di Patria…».

L’intervista

«Quando gioca l’Italia è un momento magico ricordo le lacrime di gioia al Mondiale 1982 Conte eroe nazionale, ha creato un sogno»

C’è profumo di Parigi. C’è voglia di sognare, intorno a questa Italia. Pensate che meraviglia se fossimo tutti presi per mano da una dea di bellezza, magari prestata al calcio per l’occasione, e da lei accompagnati sorprendentemente a questo appuntamento così atteso, nella città che è sua da quando hanno incrociato lo sguardo complice e si sono riconosciute ma che resta profondamente italiana. Il fatto è che anche Parigi può abbassare gli occhi davanti a Monica Bellucci. E’ a lei, la donna più bella del mondo, icona globale, che abbiamo chiesto di accompagnarci in questo intreccio di sentimenti e di emozioni azzurre. E anche ascoltarla è stato un profumo, di intelligenza e sensibilità.

Monica Bellucci, se le chiedessimo di parlare di calcio e di Nazionale?
«Non seguo tutte le partite, non è il mio mondo, ma durante europei e mondiali, come si dice, per amor di Patria… Insomma, anche io nel mio piccolo mi sento coinvolta. Mi ricordo il mondiale dell’82, giovanissima a Firenze, a piangere di gioia. Molto più che nel 2006…».

Un interesse periodico…
«Possono esserci delle coincidenze, come aver consegnato il Pallone d’Oro a Cannavaro, nel 2006…Ma il calcio rappresenta tantissimo lo spirito nazionale; e un Mondiale o un Europeo trasmette emozioni anche a chi fa altro come me; è semplicemente un momento magico»

Solo magia?
«Noi italiani siamo dei grandi; il calcio è nella nostra anima, siamo capaci di grandi cose, siamo quattro volte campioni del mondo non a caso».

Lei parla come se fosse soltanto italiana…
«Perché l’Italia è il mio Paese; e l’unico passaporto che ho è italiano…Tutte e due le mie figlie sono nate a Roma; io parlo solo in italiano con loro e se mi scappa qualche parola in francese ecco che loro mi riportano alla lingua madre, tra noi».

Perché Parigi, allora, per vivere?
«Un Paese vale un altro talvolta, ma a 17 anni mi sono innamorata di questa città magnifica, come poi mi è capitato con Roma. E a questo aggiungo Londra».
Antonio Conte ha cercato di mobilitare tutti intorno all’azzurro.
«Antonio Conte è diventato una specie di eroe nazionale, lui è un’eccellenza italiana, una colonna portante assoluta. Lui ha creato il sogno, speriamo in un’ulteriore conferma contro l’Irlanda. Accompagnata da una grande onda di maglie azzurre».

L’inizio è stato molto promettente.
«Sono state due partite bellissime, in modo diverso; prima la vittoria netta sul Belgio, poi gli ultimi 20 minuti contro la Svezia con una marea di emozioni. E i record di ascolti fanno capire il sentimento crescente. Io dico che è un momento bello, che stanno succedendo delle cose di rilievo in Italia».

Si riferisce anche al piano politico?
«Sono state elette due donne sindaco, a Roma e Torino, che stanno incarnando qualcosa di importante e nuovo, nel bene e nel male, portano un cambiamento di cui prendere atto e di cui c’era bisogno. Serve porsi delle domande, sta succedendo qualcosa».

Anche fatti drammatici, come quelli di Parigi dello scorso novembre: come ha reagito la città?
«Parigi è una città così bella..è stata toccata e colpita nel cuore; ma i francesi hanno reagito in un modo incredibile… tutto continua, la vita continua, fuori, nei caffé, nella metropolitana, al cinema, nei teatri; i parigini non sono stati preda del panico. E’ una cosa bellissima vedere la loro reazione; sono presenti, forti: non bisogna avere paura perché non porta da nessuna parte; Parigi ha dato il segno di grande forza di un popolo coraggioso».

Basta il coraggio?
«Il problema non è solo la Francia. E’ l’Europa. Stiamo soffrendo per i drammi che vengono dall’esterno, dall’Asia, all’Eritrea alla Siria, per noi tutto si trasforma in un boomerang. Stiamo facendo fronte a problemi economici, politici, a povertà, guerra che noi subiamo come contraccolpi. Il momento storico è particolarissimo, nuovo e terribile. Serve tanta forza e coraggio, e, lo ripeto, la paura è un blocco che non ci aiuterà a fare fronte a situazioni estremamente difficili; siamo tutti coinvolti nella nostra quotidianità»

Se questo è il quadro, perché giocare un Europeo, dicono alcuni.
«Proprio perché c’è il bisogno di riconoscere l’Europa dello stare insieme; e niente unisce più dello sport e della musica: succede qualcosa di magico, e non c’è più religione, divisione, colore».

E lo sport di Monica Bellucci?
«Non ho modo di praticarlo quotidianamente, mi piace nuotare, fare pilates, ma ho poco di regolare nel mio tempo. Le uniche persone che mi mettono delle regole sono le mie figlie; i bambini ne hanno bisogno. Loro hanno praticato kung fu, nuoto, danza, ma sono gitane.. la più grande ha già ambiato non so quante scuole però parla… 5 lingue. Resta il fatto che certe volte vorrebbe un po’ più di calma»

Ha avuto tifosi in casa sua?
«Mio padre così così, molto più accesi cugine e cugini…».

Stadio?
«Non frequento molto, ma un anno fa ero al Parco dei Principi per Psg-Barcellona, è stato bellissimo vivere quella emozione».

Lei il calcio come lo vede, come un mondo maschilista.
«No, non non lo vedo così; vedo i calciatori come gladiatori nell’arena, c’è qualcosa di arcaico in loro, si mette in moto un’energia  incredibile, c’è tattica, intelligenza, si deve prevedere la singolarità e lo spirito di gruppo, c’è il comunicare senza parlare, e quando un’azione che parte da metà campo si conclude in gol è come si fosse creata una telepatia generale, uno spirito collettivo telepatico, e uno dice “come è possibile…“»

Lei è molto amica di Ilaria D’Amico: avete parlato di questo Europeo?
«L’ho vista poco tempo fa, ma quando siamo insieme non non… parliamo di calcio. Del resto non ho amicizie in quel mondo; come ho detto ho conosciuto solo Cannavaro. Fui gentile a complimentarmi con lui? Non solo le donne hanno bisogno che sia riconosciuto il loro valore, no?»

Un calciattore come Cristiano Ronaldo cosa le suggerisce?
«Cosa posso dire? Un campione, un fuoriclasse… In lui c’è qualcosa di speciale un‘intelligenza di movimenti e di capacità intuitive fuori della norma. Il campione si riconosce quando perde perché ha la capacità di “rimontarsi”, cioè se c’è qualcosa che non va, se c’è paura difficoltà, lui invece di scappare trova ancora più forza, più coraggio, più capacità di rinascere; questi giocatori hanno queste capacità; non c’è critica, sconfitta o un giudizio o un gol o un autogol che possono distruggerli, ma hanno questa capacità di rinascere, una forza incredibile: questo è un campione».

Lei è stata nel cinema una concubina, una zingara sordomuta, Cleopatra, un agente segreto, la figlia lesbica di un mafioso, una strega, una baronessa, una bond woman e sempre la donna più bella del mondo. Ma se le chiediamo come si definirebbe?
«Una donna».

la biografia

Monica Bellucci (1964, Città di Castello), top model e attrice internazionale con decine di ruoli intensi; la donna più bella del mondo o, nell’atra variante, la donna più sexi del mondo nell’immaginario planetario. Una vita ricchissima di passioni, due figlie (Deva e Leonie) fatte nascere a Roma (altra sua città di riferimento), un ex marito (il secondo), l’attore francese Vincent Cassel, Parigi come luogo in cui vivere, la Francia come seconda patria che l’ha fatta Chevalier des Arts et des Lettres 10 anni fa. Women’s World Actress Award 2009, due Globi d’Oro, un Nastro d’Argento, un Premio Vittotrio De Sica. E’ entrata prima di Sarkozy nel museo Grevin e a Lione nel parco de la Tete d’Or c’è una rosa che porta il suo nome. Avremo perso un avvocato, professione che lei aveva in mente di svolgere, ma vuoi mettere ammirare Monica.

Monica in scena

INVIATO A LILLA — Il tempo di lasciarsi alle spalle il ruolo di Lucia Sciarra, la Bond “widow” dell’ultimo film della serie, girato da Sam Mendes (Spectre) ed eccola in scena, è proprio il caso di dire, nei panni di Alessandra, una celebre soprano, tanto appassionata in teatro quanto irregolare nella vita lontano dal palco, che deve riconquistare dopo l’eclissi. Insomma un’altra onna intensa, ancora un personaggio impegnativo per Monica Bellucci. Sono appena iniziate a Venezia le riprese europee di “Mozart in the Jungle”, la premiata serie televisiva prodotta da Amazon Studios, a partire dal 2014, arrivata alla sua terza edizione, dopo i trionfi delle due precedenti. Sarà proprio la Bellucci la guest star di questa dramedy, acclamata e premiata con due Golden Globe negli Stati Uniti. Altre 10 puntate (da 30′) per raccontare un intreccio originale di musica classica, abilità artistica, passioni tormentate, giochi psicologici, che ruotano intorno a Rodrigo, direttore superstar della New York Symphony Orchestra, interpretato da Gael Garcia Bernal, straordinario attore messicano (già Ernesto Guevara ne “I diari della motocicletta”). La serie è ispirata a “Mozart in the Jungle: Sex, Drugs & Classical Music” di Blair Tindall, già orchestrale newyorkese, che con le sue memorie ha alzato davvero il sipario su un mondo così controverso. Monica “Alessandra” Bellucci ne sarà una delle nuove protagoniste, accanto a Bernal Rodrigo al quale l’artista, lontano da anni dalla ribalta, affiderà il suo grande rientro. Oltre a loro completano il cast Lola Kirke, Saffron Burrows, Malcolm McDowell e Bernadette Peters. In autunno uscirà l’ultimo film di Emir Kusturica, “Lungo la Via Lattea”, in cui lei è protagonista con lo stesso Kusturica.


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